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Operatori finanziari, mai più segreti e bugie
Le più recenti indagini specialistiche hanno come terreno d'azione anche quello dei gestori di prodotti finanziari-alternative ovvero l'analisi del background di persone che operano all'interno di case di investimento, o che si propongono a queste, che s'inventano studi che non hanno mai fatto o completato, quelli che nascondono un'esperienza di lavoro più o meno finita male e quindi assente dal curriculum vitae, quelli che hanno già mostrato di avere vizi che possono compromettere la loro performance. E naturalmente quelli che non hanno nascosto nulla o nulla da nascondere. Il risultato sono le irregolarità o quantomeno dettagli non precedentemente rilevati. Non si tratta di analisi di performance e di bilancio, pedinamenti o quant'altro ma di inchieste sull'esatto profilo etico-professionale di operatori finanziari.
Eredità: quando i parenti possono rivelarsi serpenti
Lasciare i propri beni a una o più persone, anche se non parenti stretti o, addirittura, non appartenenti alla famiglia. Ecco una questione che si propone spesso quando si decide di dare destinazione futura al proprio patrimonio. Una questione che riveste particolare rilievo quando non ci sono figli. Le decisioni, tuttavia, devono rispettare il vaglio delle regole di diritto civile che, in Italia, sono piuttosto rigide. Infatti, solo quando non ci sono stretti consanguinei esiste la massima libertà di disporre dei propri beni, anche ad estranei. Il nostro Codice civile riserva a determinati strettissimi congiunti (coniuge, discendenti e ascendenti - legittimari o eredi necessari) una rilevante quota dell'asse ereditario che non può essere distratta verso altri soggetti, nè con donazioni nè con testamenti. La parentela, si diceva. Ma chi sono, effettivamente, i parenti? Spesso vengono a noi commissionate ricerche per provare o confermare l'esistenza di un legame di parentela tra due o più soggetti. A questo riguardo, ascoltate la richiesta, ma soprattutto la premessa divertente, che un nostro cliente ci ha sottoposto: "...Quando ero piccolo volevo tanto avere un fratello. Ora che sono cresciuto ringrazio i miei genitori di essere figlio unico. Perché? Perché i parenti sono serpenti! Chissà perché, tra fratelli quando muoiono i genitori ci si scanna. In ogni famiglia c'è la storia di un fratello che reclama eredità inesistenti, che accusa le sorelle di averlo derubato di chissà quali tesori, quando invece proprio lui ha ridotto gli anziani genitori sul lastrico e non si è più occupato di loro fino alla loro morte. Solo allora, di colpo, costui si ricorda di avere una famiglia".
Debitore in carcere? Basta che non sia disoccupato
Un cliente si rivolge a noi per rintracciare un soggetto che dal 1990 ha fatto perdere le sue tracce, da cui deve ricevere del denaro. Iniziamo la nostra ricerca e scopriamo, dopo vari passaggi, la nuova residenza anagrafica, ma all'indirizzo dell'abitazione non viene notato da tempo. Quando poi cerchiamo di approfondire l'indagine per cercare delle patrimonialità, scopriamo che il soggetto è assunto in una società con sede vicino alla sua città di residenza. Decidiamo di infittire le nostre ricerche in luogo, scoprendo che il soggetto in questione si trova in carcere e che nella sua ancora breve esistenza ne ha già combinate di tutti i colori. Il suo curriculum è denso di fatti di rilievo penale. Ha esordito giovanissimo con una condanna per estorsione nei confronti di un suo compaesano. Prima condanna. Di lì a qualche tempo, una notte si verifica l'esplosione di un ordigno davanti alla caserma dei carabinieri di un comune vicino a Milano, provocando danni all'edificio e alla vettura di un militare. A pochi giorni di distanza, presso la quarta sezione del tribunale di Milano, cinque giovani compaiono in veste di accusati come responsabili dell'episodio. Devono rispondere dei reati di fabbricazione e detenzione di armi e di danneggiamenti. Uno di loro è il nostro uomo. Questa volta la condanna è a nove mesi di reclusione. Trascorre ancora qualche tempo e viene di nuovo arrestato, dai carabinieri di Corsico, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'arresto avviene in una fabbrica dove l'uomo lavora come carrellista. E proprio in un cassetto porta oggetti di un carrello i militari trovano 30 dosi di eroina già pronte per essere vendute. Dopo tutte queste vicissitudini, abbiamo appurato che il protagonista della nostra storia sta scontando una pena per spaccio di stupefacenti e che presto sarà di nuovo libero. Ma la circostanza più incredibile è che il suo datore di lavoro gli ha mantenuto il posto durante la carcerazione. Grazie a questo, il cliente che ci ha incaricato dell'indagine dovrà attendere soltanto qualche tempo e poi potrà effettuare il pignoramento sul quinto dello stipendio. Morale: non è mai troppo tardi per recuperare un credito, indipendentemente dalla qualità dei soggetti con cui si ha a che fare.
L'iter dei risarcimenti alle vittime del nazismo
Di recente la Ponzi SpA (Ponzi Investigazioni) ha collaborato con alcune compagnie assicuratrici per verificare-convalidare-confermare alcuni importanti elementi, documentali e non, prodotti dai soggetti che hanno chiesto risarcimenti in favore delle vittime del nazismo.
Sei milioni di persone morte nei campi di sterminio nazisti non potranno essere riportate in vita da nessuno. Riparare ad un torto come lo sterminio degli ebrei da parte del Terzo Reich è impossibile, ma esiste la questione relativa ai risarcimenti, che costituiscono piu' che altro il saldo di un vecchio debito. La vicenda, nota come la "storia dell'oro nazista", è l'obbligo legale e morale di restituire ai legittimi proprietari o ai loro eredi i beni confiscati sessant'anni fa dai tedeschi e depositati nelle banche svizzere. Dopo la rinascita come stato indipendente alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l'Austria introdusse misure di restituzione e risarcimento. Mentre il termine "restituzione" copre misure connesse alla restituzione delle proprietà delle vittime del nazismo prima del 1938, il "risarcimento" mira a soddisfare i loro bisogni fondamentali (ad esempio le pensioni per le vittime). Gli sforzi del governo austriaco tuttavia furono considerati insufficienti da un vasto numero di critici. Nel 1998 il Governo Federale decise di istituire una Commissione di storici, che analizzasse l'intera sottrazione del patrimonio sul territorio della Repubblica d'Austria durante l'epoca nazista, nonché le restituzioni o i risarcimenti (come assistenza economica e sociale) da parte della Repubblica d'Austria a partire dal 1945.
La Commissione internazionale per i risarcimenti alle vittime dell'Olocausto (Icheic) ha stabilito una procedura e i criteri d'esame delle richieste di risarcimento per gestire tutte le domande delle vittime e dei sopravvissuti e degli eredi e beneficiari. Inoltre la Commissione si è accordata su una linea di valutazione uniforme che coinvolge tutte le compagnie d'assicurazione associate nelle proposte di pagamento relative alle domande valide. Le regole tengono conto di una vasta gamma di fattori storici ed economici che influenzarono l'Europa durante il periodo prima e dopo la guerra.
Le posizioni sul tema non sono univoche. Per esempio le compagnie di assicurazione francesi si sono offerte di elargire un contributo di 10,67 milioni di euro alla Fondazione della Memoria, da costituire su iniziativa del governo a favore dei superstiti dell'Olocausto e degli eredi.
Diverso il caso austriaco. Ai sensi della legge nazionale sull'assicurazione, le rivendicazioni non sarebbero più possibili da tempo, ma le compagnie di assicurazioni austriache in molti casi accettano ancora le vecchie polizze.
Però gli importi pagati alle vittime sono relativamente limitati a causa dell'inflazione. In considerazione delle questioni ancora aperte e pendenti si richiederanno ulteriori ricerche in tale campo. I fatti riguardanti le polizze assicurative furono discussi anche durante la Conferenza di Washington sui beni dell'era dell'Olocausto (dal 30 novembre al 3 dicembre 1998). Due compagnie di assicurazioni austriache, nominate in una causa in una corte degli Usa avviata contro 16 compagnie di assicurazioni europee, hanno incaricato uno storico di far luce sulla pratica di tali compagnie.

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